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Pedalata rotonda: funziona davvero?

Forse uno dei più grandi miti dell’allenamento nel ciclismo, la PEDALATA ROTONDA. Si tratta della teoria per la quale bisognerebbe riuscire a imprimere forza in modo equo in tutti i 360° della pedalata.

Ovviamente una distribuzione uniforme è un risultato utopico, ma spesso gran parte dei programmi di allenamento viene focalizzato sul tentativo di avvicinarvisi il più possibile, influenzati dai dati forniti dai power meter che ci mostrano valori a volte poco simmetrici e altalenanti che tanto spaventano il ciclista medio.

Ma la pedalata rotonda funziona davvero?

 

LE FASI DELLA PEDALATA

La pedalata è caratterizzata da 4 fasi principali: fase di spinta, fase di recupero, passaggio al punto morto superiore, passaggio al punto morto inferiore.

fasi della pedalata rotonda

La forza applicata sui pedali varia attraverso ognuna di queste fasi, sia per quanto riguarda l’intensità che per la direzione di applicazione.

Per ottenere la massima efficienza meccanica di pedalata, tutta la forza impressa sui pedali dovrebbe partecipare alla propulsione del mezzo, ma ciò in realtà non avviene. Infatti in base all’angolo di pedalata in cui ci troviamo, una parte più o meno ampia di essa viene dispersa.

Nella pratica, durante la pedalata l’applicazione della forza è totalmente non uniforme.

analisi pedalata rotonda

In una pedalata standard, la stragrande maggioranza della forza viene impressa nella fase di spinta con picco intorno ai 90°, con riduzione quasi a zero nella transizione ai punti morti, e addirittura valori talvolta negativi nella fase di recupero.

Avviene infatti che, mentre una gamba è in fase di spinta, quella in fase di recupero non solo non produce potenza, ma spesso oppone una resistenza che riduce il rendimento della spinta.

 

CONCENTRARSI SULLA TRAZIONE?

Il ricorso alla pedalata rotonda cerca di evitare che ci sia questa applicazione negativa di forza. Concentrarsi nella fase di recupero a non mantenere la gamba “passiva”, ma a trazionare lavorando soprattutto con i muscoli flessori della gamba, può annullare l’opposizione fatta, migliorando l’efficienza meccanica della pedalata.

Ma siamo sicuri che ciò porti poi a un effettivo vantaggio della performance?

 

COSA DICE LA SCIENZA?

Da uno studio che ha comparato l’efficienza di pedalata tra atleti Elite e amatori di alto livello, si è notato come i primi nella fase di recupero applicassero una forza di trazione minore rispetto a quella degli amatori, ma ottenendo una resa di pedalata nettamente migliore.

La soluzione ideale sembra infatti non quella di trazionare per cercare di aumentare la spinta, ma semplicemente di alleggerire l’opposizione fatta, riducendo l’assorbimento della potenza espressa dalla gamba in spinta.

Per valutare l’effettivo rendimento della pedalata non basta considerare l’efficienza meccanica, ma bisogna comprendere anche quella metabolica.

Altri studi hanno infatti dimostrato che trazionare forzatamente durante la fase di recupero comporta un costo energetico maggiore non compensato dal guadagno meccanico, portando quindi a un peggioramento dell’efficienza totale della pedalata.

pedala rotonda

CONCLUSIONI

La pedalata rotonda ha degli indubbi benefici rispetto a quella “a stantuffo” dove ci si limita a effettuare una forte spinta, ma ciò deve avvenire nel modo più naturale possibile.

Modificare i propri pattern di pedalata enfatizzando la trazione durante la risalita del pedale, porterebbe a uno svantaggio a livello di costo energetico maggiore rispetto al vantaggio meccanico ottenuto.

Per migliorare l’efficienza e il rendimento del gesto della pedalata, è consigliato quindi assecondarne il movimento circolare, non tirando durante la risalita ma semplicemente alleggerendo la pressione sul pedale, assimilando col tempo questo automatismo nel proprio pattern di movimento.

 

BIBLIOGRAFIA

  • “Training and racing with a power meter” – Hunter Allen, Andrew Coggan, Stephen McGregor (VeloPress, 2019)
  • “Physiological and Biomechanical Factors Associated with Elite Endurance-Cycling Performance” – Coyle, E.F. et al. (Medicine and Science in Sports and Exercise, 1991)
  • “Whole-Body Efficiency is negatively correlated with Minimum Torque per Duty Cycle in Trained Cyclists” – Edwards, L.M. et al. (Journal of Sports Sciences, 2009)
  • “Effect of Pedaling Technique on Mechanical Effectiveness and Efficiency in Cyclists” – Korff, T. et al. (Medicine and Science in Sports and Exercise, 2007)

 

Daniele Bazzana – BC Training

Preparatore Atletico

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